Un’estate di grandi cambiamenti per i protagonisti delle discipline nordiche francesi. Dopo i biathleti transalpini, anche il fondista Victor Lovera ha deciso di cambiare prospettiva per la sua preparazione e, dopo la medaglia d’argento conquistata con la staffetta francese ai Giochi Olimpici, trascorrerà gran parte dell’estate a Lillehammer, in una delle mecche dello sci nordico mondiale, in un’esperienza nata in ottica Giochi delle Alpi Francesi 2030, ma che potrebbe trasformarsi in un progetto a lungo termine.
Avendo trovato spazio nella rubrica estiva che il sito francese Ski Chrono riserva ai protagonisti del circo bianco d’Oltralpe, il 26enne racconta senza filtri il bisogno di rimettersi in discussione dopo l’inverno più intenso della sua carriera.
“Sono a Lillehammer da tre giorni. Rimarrò almeno fino a settembre. Forse di più… La nostra medaglia d’argento nella staffetta olimpica mi ha dato voglia di trasferirmi in Norvegia.”
L’atleta spiega come proprio durante i Giochi abbia iniziato a interrogarsi sul dominio norvegese nello sci di fondo: “Mi chiedevo perché i norvegesi siano così forti. In generale gli allenamenti sono simili ai nostri, non ci sono grandi novità, ma ho capito che sono ossessionati dall’allenamento. Ci mettono un investimento incredibile. In Norvegia tutti sciano: è semplice allenarsi, è semplice fare skiroll. Ho quattro anni per costruire un progetto in vista dei prossimi Giochi, penso che sia il momento giusto per prendermi questo rischio.”
in fondo, dietro questo trasferimento temporaneo, c’è soprattutto una convinzione:
“Dentro di me penso che sia il momento giusto per prendermi questo rischio.
L’avventura norvegese, in cui sarà assieme a James Clugnet, amico d’infanzia cresciuto a pochi metri da casa sua nel piccolo villaggio di Sarcenas ma che oggi rappresenta i colori della Gran Bretagna, non è però da considerare una rottura con la nazionale francese. Lovera continuerà a lavorare con il gruppo, partecipando ai raduni e mantenendo il contatto con il tecnico Thibaut Chêne.
“Lo sci di fondo è uno sport abbastanza semplice: bisogna allenarsi. Abbiamo la fortuna di poter personalizzare la preparazione, ma non ho voglia di allontanarmi dal gruppo. La nostra squadra è incredibile.”
Dietro l’entusiasmo, però, c’è anche il peso emotivo di una stagione vissuta al massimo. Lovera ammette di aver chiuso l’inverno completamente svuotato.
“È la prima volta che finisco una stagione così stanco, soprattutto psicologicamente. Le emozioni sono state fortissime.”
Staccando, con la off season primaverile, ha potuto guardarsi indietro e capire quanto rapidamente sia cambiata la sua carriera: “Mi rendo conto che nell’ultimo anno e mezzo tutto è successo velocemente. A volte basta pochissimo. Ho avuto fortuna. Prima, invece, ho vissuto anni davvero difficili. Mi chiedevo persino perché facessi sci.”
Secondo Lovera, la svolta è arrivata con il settimo posto nella 10 km skating de Les Rousses nel gennaio 2025; da lì è nata una nuova filosofia di lavoro: meno pressione e più piacere nel fare sport. Da lì, si è trattato di consolidare una stabilità che in passato gli era mancata.
“Quel risultato ha cambiato tutto. Ha rilanciato una dinamica positiva. Il grande cambiamento è stato nell’approccio all’allenamento: ritrovare il piacere, ricordarmi perché sciavo da bambino. Per la prima volta nella mia vita posso costruire su più anni. È la prima volta che faccio due buone stagioni consecutive, mantenendo lo stesso allenatore. È un successo aver spezzato questa maledizione.”
