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Milano-Cortina 2026 , Sci di fondo

Marco Selle: “Non solo sci di fondo. Vi racconto la mia Olimpiade: analisi, opinioni, emozioni e riflessioni scritte alla rinfusa un po’ su tutto”

E’ stata un’Olimpiade veramente bella. Diffusa; un’idea brillante che ha permesso di risparmiare (forse), ma sicuramente di utilizzare siti collaudati e piste dall’elevato contenuto tecnico dove hanno vinto solo i migliori.

Milano Cortina ha messo in evidenza la capacità unica degli italiani di creare cose bellissime fra mille incertezze, di raccogliere tantissime medaglie malgrado un’organizzazione sportiva molto lontana dai modelli più virtuosi come quello norvegese che coinvolge i ragazzi dalla scuola, li fa divertire e crescere in multi discipline per farli maturare e raccogliere successi da grandi.

Un’Olimpiade che ho seguito commentando le gare maschili del fondo in tv, sul campo gara con i ragazzi, tifando per Annika (Sieff) e fra i tanti volontari della Val di Fiemme. Guardando moltissimo la TV per non perdermi niente. Mi è volata via fra sentimenti contrastanti.

Un evento enorme, blindato, professionale e geopolitico, oltre che sportivo. Così grande da renderlo un po’ “plastificato”. Talmente perfetto da perdere forse un po’ di calore.

Sovrapposizioni organizzative fra CIO, Fondazione MICO, Federazioni internazionali e Comitati organizzatori locali, che poi sono il reale motore dell’evento, piuttosto macchinosa.

Sportivamente moltissime storie incredibili da raccontare con ritorni impossibili, conferme di grandi campioni, sorprese inaspettate e record frantumati.

-) L’evento dal più elevato contenuto tecnico è stata probabilmente la finale di Hockey;

-) Quello più incredibile il rientro con duplice vittoria di Federica Brignone;

-) Il più “global” la vittoria di Lukas Pinheiro Braaten;

-) L’atleta più dominante Johannes H. Klaebo! Talmente perfetto da sembrare creato dall’AI. Peccato non si emozioni nemmeno alla premiazione della 50 Km all’Arena di Verona. Fattela una lacrimuccia! Hai vinto più tu dell’intera Cina!

-) Complimenti davvero Lisa Vittozzi! Chapeau per un rientro da campionessa.

-) Personalmente la più emozionante è stata la staffetta italiana nel fondo. Ragazzi alla prima Olimpiade e altri all’ultima che ho visto crescere.

-) Il momento più onesto è stata la voglia di scappare da tutto di Atle Lie McGrath perché ha lasciato sfogare senza filtri la delusione che ogni atleta ha quando un sogno si infrange vicinissimo a raggiungerlo.

-) La giovane più stoica: Flora Tabanelli che chiude un trick double cork 1.620 provato solo 2 volte, ma mai con il crociato rotto e la dedica al fratello Miro che non si qualifica.

-) L’avversaria milionaria Cinese di San Francisco Gu Ailing Eileen che piange a dirotto perché le è morta la nonna il giorno della vittoria.

-) Che coraggio Federico Tomasoni! Continuare a gareggiare con il cuore spezzato per la morte della fidanzata Matilde Lorenzi ed un sole sul casco dedicato alla sua fondazione.

-) Peccato Maria (Gismondi). Sei giovane ed avrai molte altre occasioni per far sognare il tuo fans club di Subiaco.

-) Lo sport più affascinante come sempre è stato il pattinaggio artistico con il super favorito americano dal cognome russo Ilia Malinin, di origine uzbeka, che si squaglia per la tensione.

-) Peccato non ci fossero i russi, quelli veri, ma ancor più che la guerra continui!

-) Lo sci alpinismo è una disciplina fantastica, molto praticata da persone di ogni età con atleti di assoluto valore. Il format utilizzato non gli rendeva assolutamente merito!

-) Il curling crea dipendenza. Lo avevamo capito già 4 anni fa.

Mi è dispiaciuto che molte gare disputate in Val di Fiemme siano state trasmesse solo in parte dalla TV pubblica. C’erano, è vero, molte concomitanze con azzurri da medaglia, ma anche altri canali sui quali “dirottare” lo sci nordico per permettere agli appassionati di godersi lo spettacolo dall’inizio alla fine visto che… pagano il biglietto.

Occhi lucidi per il Volontario 88enne che ha sfilato a Verona e che Volontario lo era anche a Cortina nel 1956.

Agonisticamente in Val di Fiemme ho visto cose di altissimo valore con le svedesi su tutte oltre a Klaebo naturalmente; un ultimo giro di Nadine Fendrich nel Team sprint incredibile. Brave anche le nostre ragazze soprattutto nella sprint.

“Bello il fondo” mi ha detto mio figlio, “ma vince sempre Klaebo e diventa un po’ noioso”. In ..fondo, forse ha ragione lui. Gli svedesi al maschile sembravano in vacanza sulle Alpi. Ultimi nella staffetta vinta dai rivali norvegesi. Non si può!

Risultati solidi dei nostri azzurri. A medaglia nelle gare a squadre. Vale molto di più di una medaglia individuale per l’intero movimento.

Un vero peccato che Chicco (Pellegrino) non abbia potuto fare la 50 Km anche solo per l’ultima passerella per salutare i suoi tifosi visto che battere i 3 norvegesi sarebbe stato una mission impossibile.

Un Fondo snaturato dai cambiamenti dei format che costringono le ragazze a 50 Km massacranti e la staffetta maschile ad una 4×7,5 Km. Non c’è una gara che non sia stata stravolta da quando il fondo è presente ai giochi olimpici. Cioè da sempre !

Piste meravigliose, preparate come mai avevo visto prima. Tanta neve artificiale (fra poco ci sono le Paralimpiadi e deve resistere ancora un mese), ma anche quella vera ormai rara a 850 m. Graziati, per un inverno, malgrado il global warming stia sempre più rapidamente togliendoci la gioia di veder nevicare.

Stress da Pin. Ma poi perché tutta questa fissa per delle spillette?

Cerimonie di apertura e chiusura degne dell’Italia che piace. Giovanni Malagò gran carisma e presenza.

Presidente Sergio Mattarella MVP assoluto!! Mi ha ricordato Pertini ai mondiali dell’82.

Ma sono già finite e da ieri si è tornati a parlare quasi solo di calcio. E un po’ di Sinner per fortuna!

Spero che la “Legacy” olimpica (termine molto utilizzato ma che pochi hanno compreso) lasci in eredità non solo infrastrutture, ma anche benefici sportivi. Un centro federale ad esempio che permetta ai nostri giovani di crescere e farsi trovare pronti ai prossimi giochi, perché fra soli 4 anni, nel 2030 in Francia, dobbiamo fare un’altra bellissima figura!

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