Lo sci nordico francese ha vissuto una stagione da incorniciare grazie alle numerose medaglie conquistate fra le tappe di Coppa del Mondo e le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026.
Risultati che hanno colpito anche la Patrouille de France, la pattuglia acrobatica ufficiale de l’Armée de l’air et de l’espace, che ha deciso di invitare alcune delle stelle della squadra transalpina per una giornata speciale. Fra loro hanno preso parte Eric Perrot, Joséphine Pagnier, Océane Michelon, Hugo Lapalus, Antonin Guigonnat ed Emilien Claude che si sono divertiti fra convegni e test direttamente sull’aereo.
“Siamo arrivati il giorno prima per essere pronti a raggiungere la base dall’hotel di buon mattino. Appena arrivati, siamo andati subito in palestra ad assistere al riscaldamento mattutino degli otto piloti. Abbiamo persino fatto un breve esercizio insieme, ed è stato davvero divertente! In seguito, siamo andati in una stanza del loro campo base dove ci hanno spiegato come funziona la Patrouille de France, in particolare il loro programma annuale. È stato allora che ci siamo resi conto delle notevoli somiglianze con le nostre vite e con le nostre stagioni – ha spiegato Claude in un’intervista a Nordic Magazine -. Anche se è l’opposto di noi atleti invernali, anche loro hanno una stagione estiva e una invernale. Si allenano per sei mesi per essere pronti tutta l’estate a esibirsi nelle loro manifestazioni aeree. Ci sono molte somiglianze, soprattutto nella vita familiare, ed è stato sicuramente molto interessante parlarne. Abbiamo la stessa disciplina e gli stessi standard elevati. Anche loro sono al massimo livello! Sono i migliori dell’aviazione francese. Il processo di selezione per entrare nella Patrouille de France è molto competitivo; è davvero l’élite, e i loro percorsi di carriera sono simili ai nostri“.
A colpire particolarmente gli atleti è stata la simulazione di volo che ha permesso loro di provare cosa significhi sedersi su un jet e salire in cielo per realizzare una serie di acrobazie spettacolari: “Ciò che mi ha colpito di più è stata la ‘musica’, ovvero la loro simulazione di volo. Ci ha lasciati tutti a bocca aperta perché per quindici o sedici minuti hanno provato l’intero volo. Non mi aspettavo davvero una precisione del genere. Siamo rimasti tutti sbalorditi dalla loro abilità nel visualizzare e automatizzare i movimenti. Avevano gli occhi aperti, noi li osservavamo, ma loro erano immersi nel loro mondo, concentrati come se ognuno di loro si trovasse nella propria cabina di pilotaggio. È stata davvero la cosa più impressionante della giornata – ha aggiunto Claude -. C’era troppo vento, quindi purtroppo non hanno potuto volare, ma questo ci ha permesso di avere una discussione più approfondita tra di noi, in particolare su ciò che possono apportare all’Esercito in termini di attività di sensibilizzazione, proprio come possiamo fare noi. In fin dei conti, abbiamo lo stesso ruolo! Abbiamo anche avuto l’opportunità di salire a bordo degli aerei [AlphaJet] e imparare molto su di essi“.

