Biathlon | 29 agosto 2019

Biathlon - Thomas Bormolini: "È bello lavorare con tre cavalli di razza come Hofer, Wierer e Vittozzi"

Il livignasco dell'Esercito si sta allenando con la squadra èlite: "Sto lavorando molto sul lato atletico per migliorare l'ultimo giro delle sprint, il mio punto debole nella passata stagione"

Foto di Stefano Jeantet

Foto di Stefano Jeantet

È un’estate importante per Thomas Bormolini, che nella passata stagione ha migliorato di molto al tiro, salendo all’82%, un bel passo avanti se si pensa che solo tre anni fa sparava con il 74%. Il livignasco dell’Esercito è riuscito a entrare nella top venti in occasione dell’inseguimento di Anterselva, arrivando 19° ed eguagliando il suo miglior risultato in carriera ottenuto nell’individuale di Östersund della stagione 2014/15.

Thomas è però consapevole che avrebbe potuto fare meglio, se non fosse stato per le difficoltà avute spesso nel corso dell’ultimo giro delle sprint. In estate gli allenatori della nazionale italiana hanno deciso di inserirlo nel gruppo di lavoro diretto da Zingerle e Zattoni, con Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi e Lukas Hofer, con i quali Bormolini si sta allenando con l’obiettivo di migliorare proprio sugli sci.

L’abbiamo sentito per fare con lui il punto della situazione dopo il lungo raduno di Forni Avoltri che si è svolto con i due gruppi azzurri uniti.

Ciao Thomas. Quest’anno ti stai allenando con il gruppo di Wierer, Vittozzi e Hofer; come ti stai trovando?
«Molto bene. È bello lavorare con tre cavalli di razza come Luki, Doro e Lisa. Per me ciò rappresenta un bello stimolo e anche un grande impegno. Le cose stanno andando bene».

Più che due squadre, i vostri sono stati definiti dei gruppi di lavoro; su quale aspetto, quindi, vi state concentrando?
«Con Andrea Zattoni, che segue il lato atletico della squadra élite, stiamo lavorando su carichi di lavoro maggiori, cercando così di fare quel passettino avanti in più rispetto allo scorso anno. Ho concluso l’anno passato con un buon livello di tiro, quindi lì la base già c’è e inoltre lavorando con questi tre campioni posso ricevere stimoli importanti quanto a velocità e precisione. È un bel confronto che sto reggendo bene. A livello fisico, allenarsi con Luki, vista la sua forza e la volontà, è sempre un bell’impegno, ma con la giusta intelligenza e capacità nell'affrontare gli allenamenti sta andando bene».

A fine luglio sei stato anche impegnato nel Blinkfestivalen, in Norvegia; soddisfatto del primo confronto con i big internazionali?
«Si, il primo riscontro è stato molto positivo. Non avevo mai fatto queste gare, le ho trovate molto interessanti. In particolare mi è piaciuto il format di gara, dove contava molto un tiro veloce, adatto alle mie caratteristiche. Poi era presente tanta gente, quindi c’era l’adrenalina che scorreva ed è stato bello. Arrivare alla finale mi ha soddisfatto ulteriormente. Sono contento perché è stata una bella occasione per metter mettersi alla prova e vedere come stava procedendo la preparazione».

Come hai trovato Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi dopo una stagione straordinaria come quella passata?
«Sono due atlete di una forza incredibile, hanno sempre motivazioni altissime. Insomma sono le due biatlete più forti al mondo; voglia, forza e caparbietà non gli mancano. Trovo molto bello ed interessante stare con loro, sia dal punto di vista atletico che da quello umano».

Stai quindi lavorando molto sul lato atletico; l’obiettivo è quindi superare il problema legato all’ultimo giro, che ti ha spesso penalizzato la scorsa stagione?
«Si, sto lavorando per risolvere il mio punto debole, l’ultimo giro di una sprint, dove purtroppo perdo sempre tante posizioni. Se riuscissi a mantenere il livello di tiro della passata stagione, migliorando questo particolare potrei togliermi soddisfazioni. Dal punto di vista atletico basta quel qualcosina in più per contenere i distacchi, anziché arrivare sempre lontano tra i primi ed essere costretto a un inseguimento di rincorsa con tutte le problematiche che ciò comporta. Vorrei quindi migliorare nell’ultimo giro, contenere i danni e presentarmi più avanti nelle gare a inseguimento. Sto lavorando per questo e il prossimo inverno proverò a farcela».

Quanto ti motiva preparare una stagione con il Mondiale in casa ad Anterselva?
«È super motivante allenarsi in vista di un Mondiale casalingo, già l’idea mi fa venire la pelle d’oca. Già normalmente un Mondiale ti dà sempre quel brivido in più, il fatto che sia in Italia ti dà ancora più voglia di arrivare al massimo della condizione fisica e mentale all’appuntamento importante»

Giorgio Capodaglio

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